Chi ha bruciato il "camper” dei Rom ? E se ci fosse stato qualcuno all’interno?

La protesta contro la piccola Comunità di Rom Khorakhanè (bosniaci di vecchia provenienza, ma tutti nati a Roma od in altre Città Italiane - e francesi o tedesche in alcuni rari casi -) andata in scena ieri sera a Torre Maura, alla periferia di Roma “è responsabilità di gruppi neofascisti della capitale”. Ne siamo convinti noi dell’Opera Nomadi, che conosciamo i Rom Jugoslavi da quando arrivarono in Città in due migrazioni quella della fine degli anni ’60 e l’altra del 1991 (quest’ultima a seguito dell’occupazione occidentale dei Balcani, detta battaglia si Sarajevo) e vogliamo sottolineare come “gli abitanti del quartiere” fossero pochi. Ed aizzati alla violenza da questi gruppi neofascisti che rivendicano in Jugoslavia l’eredità dei criminali ustascia (27mila Rom trucidati nel Campo di Sterminio di Jasenovac) e dei delinquenti repubblichini di Salò che conta centinaia e centinaia di Sinti deportati in Germania e mai più tornati. La responsabilità, confermiamo “è di gruppi eversivi di destra” per i quali il Prefetto deve immediatamente applicare le Leggi Scelba e Mancino e chiudere da subito le loro sedi, centri di violenza razzista e xenofoba: dobbiamo ricordare che i due capi-squadristi di Roma sono stati arrestati pochi giorni fa per aver picchiato un gruppo di giornalisti ? Quello di Torre Maura è un falso problema. Infatti da ottobre ad oggi la nostra volontaria responsabile-casa dell’Ente ha promosso, in base a regolari graduatorie, l’assegnazione (BEN DECENTRATA) già di 21 case popolari senza che si verificassero incidenti e rivolgendosi direttamente all’ottimo Assessorato alla Casa, senza passare cioè per la farraginosa ed incompetente macchina burocratica della Sindaca che ha esautorato l’Assessora alle Politiche Sociali sostituendovi una “Consulente” che non dispone nemmeno dei dati completi sugli oltre 20mila Rom, Sinti e Camminanti che vivono a Roma. Ad onor del vero, va ricordato che anche con la precedente amministrazione Marino, ci sono stati diversi collocamenti in appartamenti senza alcun incidente. Anche perché, come detto, molti erano in zone decentrate della città. D'altronde – spiega – i Rom Khorakhanè non sono nomadi dal 1946 in quanto il socialismo reale portò in tutto l’est europeo 5 milioni di Rom a vivere in case di edilizia pubblica. Il seminomadismo – precisiamo – lo hanno conosciuto in Italia”. Il vero problema “è l’incapacità dell’amministrazione comunale a regolarizzare i mestieri tipici dei Rom che sono la raccolta differenziata e i mercatini dell’usato, costringendoli alla devianza, devianza che ovviamente noi dell’Opera nomadi condanniamo decisamente”. D’altro canto il Comune è in stato confusionale soprattutto in questo specifico ambito del lavoro, stante che ad una riunione in Assessorato, un’alta dirigente del Comune ha proposto pubblicamente ai Capifamiglia di “vendersi l’oro, difronte alle proteste degli stessi che chiedevano dove reperire le migliaia di euro chieste dal Comune (tramite addirittura una Cooperativa torinese – sic! -) per regolarizzare il loro mestiere di operai della raccolta differenziata. Virginia Raggi ha dimenticato anche il documento ufficiale da lei sottoscritto con l’Amministrazione Marino per regolarizzare questi 1000 operai Rom, con un percorso tutto interno agli uffici di Campidoglio e Regione di concerto con AMA ed imprenditori romani del settore, ecco lo stato confusionale dell’attuale Amministrazione… Ancora una volta chiediamo alla Sindaca Raggi di cambiare percorso e soprattutto i suoi incapaci consulenti e gli incompetenti mediatori. SCHEDA SINTETICA I Rom, Sinti e Camminanti a Roma sono 20mila ed in gran parte vivono in case proprie, in case in affitto, in case popolari, in terreni autogestiti, e, purtroppo, ancora in “Campi”. Soltanto una parte dei Sinti, i Giostrai, è seminomadi durante l’estate, tutti gli altri sono stanziali. La dispersione e l’evasione scolastiche sono aumentate con l’Amministrazione attuale rispetto a quella di Ignazio Marino. 10 mila sono Rom Comunitari (cioè Bulgari e soprattutto Rumeni), 7mila circa Rom Jugoslavi, 3mila circa Rom/Sinti e Camminanti già cittadini italiani. Regolarizzare i loro ATTUALI mestieri abbatterebbe la devianza del 90%, ma il Comune NON dispone di un solo esperto in materia e perciò aggiunge confusione al disordine del settore.



03/04/2019    Direzione Generale (Roma)