condoglianze alla Famiglia di Zhang Yao, all'intera Comunità dei Lavoratori Cinesi in Italia, al Governo della Repubblica Popolare Cinese Posta in arrivo x

PREMESSA L'Opera Nomadi porge le condoglianze alla Famiglia di Zhang Yao, all'intera Comunità dei Lavoratori Cinesi in Italia, al Governo della Repubblica Popolare Cinese. Chi scrive questa nota ha studiato (e si è laureato con una tesi sul movimento contadino in Cina) all’Istituto Orientale de e si è battuto (ottenendola) nel 1971 per l’insegnamento della lingua cinese moderna in quell’Università dello Stato Italiano. E’ perciò che il dolore è doppio, tanto è l’amore per questo popolo orientale (come orientali d’altro canto sono anche i Rom/Sinti). Siamo disponibili ad un incontro con la Comunità Cinese a Roma , magari all’interno dell’Ambasciata Cinese. il POPOLO ROM NON E’ UN POPOLO di ASSASSINI Leggiamo le notizie sulle responsabilità di alcuni giovani Rom Khorakhanè bosniaco-montenegrini, il cui gesto di devianza verso la sventurata Zhang Yao avrebbe indirettamente causato la morte della stessa studentessa. In realtà i giovani khorakhanè non sono mai stati nomadi e sono nati e cresciuti a Roma, senza MAI aver visto nè la Bosnia nè il Montenegro, di cui non conoscono nemmeno la lingua; le famiglie degli imputati arrivarono in Italia durante la cosiddetta guerra civile in Jugoslavia. Il Villaggio Comunale di (infatti ce ne è un altro a pochi metri, dove non c’è alcun affollamento e la vita scorre in modo profondamente diverso) fu costruito dalle Amministrazioni Rutelli/Veltroni ed a nulla valsero le nostre proposte di costruire più habitat divisi per famiglie estese con accanto lo spazio per la loro attività primaria (cioè un magazzino per la merce usata destinata ai Mercati) ed un’isola ecologica per la raccolta differenziata del materiale ferroso. La gestione di tale struttura fu poi data a strutture lealiste, ammalate di quell’inguaribile buonismo che valse a peggiorare il tutto. D’altro canto sono gli stessi khorakhanè ad indicarci la strada maestra, visto che dai Villaggi rutelliani/veltroniani a centinaia sono i nuclei Rom che si sono spontaneamente allontanati e, negli anni, hanno acquistato terreni nell’area urbana di Roma (e pure a Roma), trasferendovi lì la propria . Ma anche l’Amministrazione Raggi ci ha garbatamente ascoltato e poi sta proseguendo sull’impostazione rutelliana/veltroniana, malgrado disponga in Giunta di un Assessore all’Urbanistica che conobbe i khorakhanè già nel 1987 e che riteniamo NON sia stato coinvolto nelle attuali scelte. Altra sciagura di quelle Amministrazioni rutelliane/veltroniane fu la immotivata chiusura del (controllato dai Vigili Urbani e che aveva ben funzionato dal 1998 al 2009), dove lavoravano tutti i capifamiglia di . Per non parlare della dispersione scolastica dei Minori Rom, dove nel Progetto rutelliano/veltroniano NON era previsto un rigido controllo delle frequenze. La Magistratura farà il suo corso e si appureranno le responsabilità. Se fossero stati i due o tre giovani khorakhanè a commettere il furto e causato la conseguente angoscia della studentessa (appartenente all’antichissima minoranza mongola in Cina), saranno loro individualmente a pagarne le conseguenze e non la Comunità Rom di od addirittura l’intero popolo dei Rom/Sinti. E’ perciò che invitiamo i MEDIA a non dipingere il popolo dei Rom/Sinti come un popolo di spregiudicati assassini. Non ci si illuda che chiudere risolva il problema, il problema è il LAVORO, non quello assistito, bensì la regolarizzazione dei loro attuali mestieri cioè il e la . Ogni altra strada è destinata al fallimento. P.S. vogliamo sottolineare che la selvaggia aggressione a due Sinti avvenuta a Roma il 15 Dicembre è passata inosservata sui MEDIA.



17/12/2016    Direzione Generale (Roma)    Eventi