SGOMBERO A NAPOLI

Con tempismo degno di miglior causa, proprio nel giorno della Memoria il Sindaco di Napoli ordina lo sgombero di un campo rom che da almeno 6 anni insiste sull’area a ridosso del cimitero in via Santa Maria del Riposo. O meglio si ordina "l'accompagnamento e l'adeguata sistemazione degli occupanti dei terreni di proprietà comunale in via S. Maria del Riposo adiacenti il cimitero" poiché esiste un “rischio igienico-sanitario tale da compromettere la salute dei cittadini rom presenti nell’insediamento in questione con potenziali ripercussioni sulla vivibilità dei luoghi nelle aree limitrofe” Ma accompagnare e sistemare dove? A dispetto della citata Delibera della Giunta Comunale di marzo 2013 in cui si stabilisce “ la necessità di smantellare gradualmente e con una cronologia prestabilita i campi spontanei e non, provvedendo a mettere a disposizione soluzioni alternative o ad attuare percorsi di accompagnamento all’abitazione”, ad oggi, a distanza di un anno, NESSUNA soluzione alternativa è stata messa in campo. Questo è emerso chiaramente dall’incontro convocato ieri d’urgenza dall’assessore al Welfare. Ci chiediamo dove sono allora gli “edifici che si stanno a tal uopo individuando che saranno oggetto di interventi di adeguamento”, a dieci giorni dallo smantellamento dell’insediamento! Dopo lo sgombero silente della Marinellla – i cui abitanti sono andati a ingrossare le fila di disperati di Gianturco – si assisterà a un altro drammatico sradicamento di una comunità stabile e inserita sul territorio nonostante le pessime condizioni di vita; famiglie che troveranno rifugio nell’ennesimo sporco accampamento in un’altra periferia urbana, bambini - che sopravvivendo alle piogge e al freddo di questi giorni la mattina vanno a scuola, nonostante tutto, da anni - che lasceranno tutto per ricominciare a sopravvivere altrove, nella nostra città “accogliente”. L’Opera Nomadi di Napoli denuncia l’ipocrisia, la schizofrenia con cui da un lato si spende il nome dei rom per soluzioni abitative esistenti solo sulla carta e dall’altro, e in contemporanea, ci si mette sulla strada dell’eliminazione “tout court” dei loro insediamenti attuali e dei processi di integrazione scolastica ad essi connessi e, dopo, chissenefrega!!! Opera Nomadi di Napoli



29/01/2014    Direzione Generale (Roma)    Diritti