ROM/SINTI : L'ENNESIMA PROPOSTA di LEGGE DISCRIMINATORIA MALGRADO LE INTENZIONI TOTALMENTE DIFFERENTI

Premettiamo che nutriamo profonda ed antica stima per i Senatori Marcenaro e Manconi che alla guida della Commissione Diritti Umani hanno cercato di sostenere sinceramente i diritti dei cittadini Rom e Sinti. Purtroppo, per inesperienza e soprattutto per una ampia disinformazione, hanno in realtà ingenerato ulteriore smarrimento nell'ambiente specifico.   Per quanto riguarda l'odierna presentazione dell'ennesima legge di fatto "etnica" essa trova una sostanziale indifferenza od addirittura ostilità nei 70mila Rom/Sinti già cittadini italiani che, piuttosto che essere riconosciuti come minoranza, chiedono come centrale l'affermazione del più importante dettato costituzionale (dopo ovviamente quello della democrazia parlamentare) e cioè quello al lavoro, laddove non può esserci alcuna scorciatoia legislativa (come quella odierna) ma soltanto il riconoscimento pieno della legalizzazione dei propri mestieri fondanti, allo stato attuale vilipesi multati ed emarginati, come quelli della raccolta differenziata e del commercio ambulante, con non ultimi il mancato rispetto derivante dalla non-applicazione della legge governativa 337/1968 sullo spettacolo viaggiante e l'esclusione da quelle sulla lingua-madre e sulla memoria degli stermini.   Non molto dissimili le richieste dei 100mila Rom Balcanici Comunitari (Rumeni e Bulgari) sfruttati sia nei Balcani che in Italia dagli imprenditori edili ed agricoli italiani e perciò sempre più spesso coinvolti in una crescente e gravemente soggettiva devianza mirata a beni non-necessari.   Forse questa legge-scorciatoia troverà qualche consenso fra i Rom Balcanici non-Comunitari appunto in conseguenza della loro condizione amministrativa che deve però trovare soluzione tramite le ragionevoli proposte del Dipartimento Immigrazione del Ministero degli Interni comprendenti anche gli altri cittadini stranieri in uguale status.   Pur essendo un bene primario, l'habitat non è il maggior problema dei Rom/Sinti in Italia in quanto la stragrande maggioranza di questi 200mila nostri concittadini vive iin casa o microaree residenziali, al contrario di quanto sostengono i relatori della odierna legge-scorciatoia.   Perdipiù va rilevato che con la partecipazione odierna la Ministra Kyenge scavalca imprudentemente il Tavolo Interministeriale creato da anni presso l'UNAR di Largo Chigi (dove pure non sono rappresentati Dicasteri decisivi per i Rom/Sinti). Ciò perchè la stessa valorosa Ministra NON è informata sulla REALE situazione dei Rom/Sinti in Italia e forse perchè fortemente condizionata dai, peraltro sempre più rari, sgomberi dei sempre più rari , mentre -ripetiamo- la stagrande maggioranza dei Rom/Sinti vive in casa od in microaree residenziali.   Infine invitiamo la Commissione Diritti Umani a ritirare non soltanto questa legge-scorciatoia, ma anche quella sul che, malgrado le intenzioni, emargina ed omette l'OMOCAUSTO e quello dei Disabili, arretrando addirittura sulla proposta 2007 della Senatrice Valpiana che chiedeva l'inclusione della memoria di tutti gli stermini nazifascisti nella legislazione dello Stato Italiano.   No a tutte le leggi-scorciatoia sì all'affermazione del costituzionale diritto al lavoro per i cittadini Rom/Sinti. Il Presidente Dott. Massimo Converso



17/09/2013    Direzione Generale (Roma)    Lavoro